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cosa significa, Ingiunzione di Pagamento?

11 Mar , 2019  

Ingiunzione di Pagamento: cosa significa?

Sollecitare un debitore ad adempiere al suo dovere economico

Il termine “ingiunzione di pagamento” è forse uno dei più conosciuti quando si parla di recupero crediti. Di ingiunzione di pagamento se ne parla ovunque: al bar sotto casa, all’edicola, al supermercato.

Ma conosciamo realmente il significato di questa terminologia? Sappiamo quali sono i suoi effetti e chi può trarne beneficio?

Per non lasciare niente al caso, abbiamo deciso di parlarne qui. Scopriremo dunque chi può richiedere un decreto ingiuntivo e come si può sollecitare un debitore ad adempiere al suo dovere economico.

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Ingiunzione di Pagamento: chi la richiede?

Partiamo dalle cose semplici, ossia cercando di capire se sei uno di quei soggetti che può effettivamente ricorrere al decreto ingiuntivo.

Se vuoi una definizione generale, possiamo cominciare col dire che un’ ingiunzione di pagamento un istituto del Codice di Procedura Civile regolato dall’articolo 633 e seguenti.

La possibilità di ricorrere al decreto ingiuntivo spetta ad un soggetto che è creditore di una somma di denaro o un bene nei confronti di un altro soggetto detto debitore.

Detto in parole povere, stiamo parlando di un provvedimento giudiziale che ha per oggetto l’ordine di un giudice nei confronti di un debitore a pagare una somma o consegnare un determinato bene.

Ingiunzione di Pagamento: come funziona?

Facciamo un esempio pratico per capire come funziona un’ingiunzione di pagamento.

Mettiamo caso che l’Azienda Rossi venda all’Azienda Verdi materiali edili per 10.000€ emettendo fattura da pagare entro 60 giorni. L’azienda Verdi prende i materiali edili, ma trascorsi i 60 giorni non si attiva per saldare la fattura.

L’Azienda Rossi, che è paziente e si fida dall’Azienda Verdi, si limiterà a fare una chiamata di cortesia per chiedere il pagamento della propria merce come da accordi.

Qui cominciano i problemi: l’Azienda Verdi continua a non pagare, magari non risponde alle telefonate oppure millanta una cattiva situazione economica.

A questo punto l’Azienda Rossi capisce che è il momento di agire per recuperare il proprio credito, prima che entrino in gioco i termini di prescrizione o che l’Azienda Verdi non sia più in grado di pagare i propri debiti.

Dopo un paio di settimane dalla constatazione della fattura insoluta, si passa ad una comunicazione nella quale si richiede al debitore di pagare entro in determinato periodo di tempo.

Per fare in modo che questa comunicazione sia ufficiale e possa essere presentata come prova al giudice, bisogna agire tramite Posta Elettronica Certificata o Raccomandata con Avviso di Ricevimento. Solo in questo modo si potrà avere la certezza che la data e i contenuti del sollecito possano essere ammessi alla valutazione del tribunale in caso si ricorra all’ingiunzione.

Ingiunzione di Pagamento: prima del decreto ingiuntivo

Finire in tribunale per un creditore non è mai una buona soluzione, almeno per 3 motivi:

  • le procedure del tribunale sono lente e macchinose
  • bisogna pagare profumatamente un avvocato

  • il giudizio del giudice è insindacabile, nel bene e nel male

Per questi motivi è sempre preferibile risolvere la questione prima di rivolgersi al giudice e chiedere un’ingiunzione di pagamento. Muovendosi per vie stragiudiziali si ha la possibilità di arrivare ad un accordo che soddisfi entrambe le parti.

Inoltre, le procedure di una soluzione extragiudiziale sono solitamente più veloci ed economiche per un creditore.

Una volta raggiunta una conciliazione stragiudiziale, le due parti redigono un verbale che tiene traccia dei seguenti fattori:

  • i particolari dell’accordo raggiunto
  • i tempi e le condizioni pattuite per saldare il debito
  • la sottoscrizione vincolante delle due parti

Ingiunzione di Pagamento: è meglio evitarla?

Abbiamo già capito che il decreto ingiuntivo è un potente strumento al servizio di un creditore per recuperare i suoi crediti. Allo stesso tempo abbiamo visto che non sempre l’ingiunzione di pagamento risolve le cose nei migliori dei modi e dei tempi.

L’ingiunzione ordinata dal giudice potrebbe infatti svalutare una parte del credito o comunque non appagare appieno le richieste del creditore. Inoltre le lungaggini burocratiche potrebbero consentire al debitore di sfuggire dai suoi doveri o rendere impossibile il recupero dei crediti.

Per questi e tanti altri motivi, prima di arrivare alla richiesta di ingiunzione di pagamento è bene tentare tutte le altre strade possibili! In questo caso improvvisare non è mai la miglior soluzione però.

Un imprenditore/libero professionista che si improvvisa agente di riscossione rischia di andare in contro a perdite di tempo e frustrazioni. In alcuni casi, il creditore che agisce in proprio senza conoscere la legge rischia di vanificare i suoi diritti.

A dar man forte al creditore e ad alleggerire le procedure ci pensano le agenzie specializzate in recupero crediti. Prima di contattare un costoso avvocato e infilarsi nella confusione dei tribunali italiani, meglio provare una scorciatoia.

Un agente specializzato nel recupero crediti sa come muoversi e in che modo arrivare a riscuotere un credito senza dover passare dagli organi giudiziari. Molto spesso basta una telefonata fatta nel modo giusto, oppure un sollecito di pagamento scritto con i termini adatti.

Avere a che fare con i debitori è un’arte che richiede diplomazia e decisione, oltre ad un’approfondita conoscenza della materia del credito.

Ingiunzione di Pagamento: al giudice la decisione

Nel caso in cui non si riuscisse a trovare un accordo stragiudiziale col debitore, sarà giunto il momento di rivolgersi all’avvocato e quindi al giudice.

Il decreto ingiuntivo è una procedura che consente al creditore di ottenere un provvedimento del giudice senza affrontare un vero e proprio processo. Il creditore è tenuto a presentare al giudice una prova che attesti il suo diritto al credito.

In questo caso il creditore potrà presentare come prova la fattura o il contratto stipulato per regolare la vendita di un bene o la prestazione di un servizio.

Se il giudice riterrà valide le prove presentate, emanerà il cosiddetto decreto ingiuntivo, invitando il debitore a procedere col pagamento. Entro 40 giorni il debitore potrà decidere se:

  • pagare quanto deciso dal giudice
  • presentare opposizione all’ingiunzione
  • non pagare (in questo caso il decreto diventa definitivo e il creditore può chiedere il pignoramento dei beni o del conto corrente del debitore)

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