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Recupero crediti professionali dell’avvocato

4 Mar , 2019  

Crediti professionali dell’avvocato: il recupero
Come può un professionista recuperare il suo compenso?

Il recupero dei crediti professionali per avvocati e liberi professionisti in generale può essere un vero e proprio calvario. Riuscire a riscattare il proprio compenso per un professionista non è facile neanche quando l’accordo con il proprio cliente è scritto e palese.

Le motivazioni sono quelle che si incontrano normalmente nei casi di fatture insolute e recupero crediti. Spesso il cliente non è in grado di pagare la parcella al suo avvocato/professionista. Qualche volta capita che il cliente sia realmente insoddisfatto del servizio che gli è stato reso. Esistono dei casi in cui cliente e professionista non hanno preventivamente firmato un contratto scritto, quindi al momento della fattura non si trovano d’accordo sugli estremi del pagamento.

Ma a prescindere dalle motivazioni, come può un libero professionista far valere le proprie ragioni e recuperare il compenso che gli spetta di diritto? Scopriamo insieme come funziona il recupero crediti professionali per un avvocato o un libero professionista. Ci dispiace dirlo, ma conoscere quest’argomento sarà utile proprio a tutti i professionisti là fuori!

Recupero crediti professionali dell’avvocato: cosa dice la legge?

Per sapere come comportarsi, l’avvocato deve fare riferimento all’art. 28 della legge n. 794/1942. Questo articolo specifica chiaramente che per la liquidazione del proprio onorario deve procedere ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.

Il suddetto articolo del decreto legislativo indica che questo tipo di controversie sono “regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo”.

Un’alternativa al rito sommario di cognizione è il decreto ingiuntivo.

Recupero crediti professionali dell’avvocato: il decreto ingiuntivo

La Legge 22.05.2017 n.81 (conosciuta come Jobs act dei lavoratori autonomi) ha modificato l’art. 634 del codice di procedura civile. Questa modifica estende anche ai lavoratori autonomi la capacità ottenere il decreto ingiuntivo presentando estratti di scritture contabili come prova.

Questa possibilità era in passato riservata esclusivamente alle imprese commerciali.

C’è però un’eccezione a questa regola: sono impossibilitati a ricorrere a questa procedura i lavoratori autonomi che si attengono ad un tariffario obbligatorio. Nel caso in cui il professionista si avvalga di un tariffario obbligatorio, sarà costretto ad allegare al decreto gli avvisi di parcella e il parere dell’Ordine al quale è iscritto.

Attraverso il decreto ingiuntivo, il professionista richiede al cliente insolvente di pagare il proprio onorario più gli interessi legali e le spese sostenute.

Sarà il giudice ad analizzare i documenti prodotti dal professionista che richiede l’ingiunzione, in modo da appurare che l’onorario richiesto si riferisca ad un servizio effettivamente svolto.

Nel caso in cui il giudice decidesse a favore del professionista emetterà l’ingiunzione specificando al debitore di:

  • saldare la fattura entro 40 giorni
  • pagare gli interessi legali (nella misura indicata nell’ingiunzione)
  • pagare le spese sostenute dal creditore (nella misura indicata nell’ingiunzione)

Il giudice concede comunque 40 giorni al debitore. Entro questi 40 giorni il debitore potrà opporsi per non pagare l’onorario e produrre i documenti che gliene danno diritto.

Recupero crediti professionali dell’avvocato: la prescrizione della parcella

Parlando di fatture e parcelle non pagate, ci serve prima di tutto fare una chiara distinzione tra prescrizione e decadenza.

La prescrizione rappresenta l’estinzione del diritto che ha il professionista sul suo credito, se questo non lo esercita nei termini previsti dalla legge italiana.

La decadenza invece indica la perdita per il professionista della possibilità di esercitare questo diritto per mancato esercizio del termine perentorio. Nel caso della decadenza insomma, non sono validi gli istituti della sospensione e dell’interruzione che sono propri della prescrizione.

Fatta questa dovuta differenza, vediamo quando arriva la prescrizione per un professionista a farsi pagare il suo onorario.

Un soggetto perde il diritto al recupero del proprio credito se non esercita questo diritto nei termini decisi dalla legge. Questi termini di prescrizione cambiano in base alla tipologia di credito che deve essere recuperato.

Tranne per i casi in cui la legge specifica in maniera diversa, il diritto al credito va in prescrizione dopo 10 anni.

Per quanto riguarda le fatture commerciali ( come ad esempio le bollette di energia e del telefono) la prescrizione si attiva dopo 5 anni dall’emissione delle stesse.

Se parliamo invece di fatture commerciali rilasciate da commercianti per la vendita di beni o servizi, la prescrizione interviene dopo 1 anno.

Ora arriviamo a ciò che ci interessa davvero, ossia la prescrizione per le fatture emesse da professionisti. Per quanto riguarda le parcelle dei professionisti infatti, il Codice Civile ordina che la prescrizione si attivi dopo 3 anni a partire dalla prestazione offerta del professionista.

Per gli avvocati è leggermente diverso, perché il termine può iniziare dalla sentenza passata in giudicato o dalla revoca del mandato professionale. Se il rapporto con il cliente non è concluso, i termini per la prescrizione decorrono dalla data dell’ultima prestazione.

Abbiamo visto come la prescrizione rappresenti la perdita del diritto al credito per il soggetto che non lo eserciti nelle tempistiche dettate dal Codice Civile italiano.

Allora in quale modo si può esercitare questo diritto? Semplice, attraverso un sollecito di pagamento. Servendosi di un indirizzo di Posta Certificata o di una Raccomanda con Avviso di Ricezione, il professionista che ha diritto al proprio onorario può sollecitare il pagamento della fattura e quindi esercitare il proprio diritto entro i termini di legge.

Recupero crediti professionali dell’avvocato: una scorciatoia esiste

Come spesso accade, il recupero di un credito o dell’onorario può essere un calvario per imprese e liberi professionisti. Cercare di riscuotere un credito attraverso procedure legali rappresenta una grande incognita, sia per quanto riguarda le tempistiche che i risultati.

Un labirinto di leggi e procedure può portarti allo sfinimento, rischiando di prosciugare le tue energie e tutto il tuo tempo.

Per fortuna esistono soluzioni più agevoli e veloci per recuperare un credito, farsi pagare una fattura insoluta o riscuotere il proprio onorario. La cosa importante in questi casi è non perdere tempo e rivolgersi a dei professionisti del recupero crediti.

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